Ciao a tutti!
Come vi avevamo anticipato qualche giorno fa sui social, volevo parlarvi di una situazione abbastanza frequente per molti proprietari: i cani che vengono portati in contesti molto “artificiali”, come centri commerciali, gallerie dello shopping, mercati e luoghi cittadini affollati come centri storici.
Per molti cani queste situazioni sono fonte di stress, ma non sempre il proprietario è in possesso degli strumenti per accorgersene. Di fatti spesso, il proprietario decide di portare con sé il proprio amico a quattro zampe, magari per non lasciarlo a casa da solo, o per condividere insieme un esperienza, o per passare del tempo extra in sua compagnia, non è pienamente consapevole che potrebbe portare il cane a non vivere un’esperienza piacevole. Sia chiaro, di solito il proprietario lo fa con le migliori intenzioni, pensando di fare un favore al proprio cane, ma poi non si accorge di ciò che il cane gli sta comunicando durante quell’esperienza.
I cani infatti non hanno la parola come noi, hanno una comunicazione strutturata su posture fisiche e versi/abbai (ma più frequentemente posture), ma se noi non abbiamo la capacità di interpretare la loro comunicazione potremo portare il cane in situazioni a lui spiacevoli, a volte con conseguenze anche gravi.
Vi faccio un esempio: ho lavorato tanti anni in un centro commerciale e di situazioni di cani portati al centro commerciale controvoglia ne ho visti veramente tanti. Il più eclatante sicuramente è il caso del Cane Lupo Cecoslovacco coi suoi due proprietari. Ogni settimana arrivava questa coppia: la moglie entrava nel supermercato a fare la spesa, il marito aspettava in galleria seduto su una panchina col cane che la moglie uscisse con la spesa per tornare all’auto. Per quel cane quei momenti erano di puro terrore: il cane faceva su e giù per tutto il tempo davanti al proprietario (nel limite consentito dal guinzaglio), con la coda fra le gambe, le orecchie giù e la respirazione affannosa. E’ capitato più volte che dei genitori con figli volessero far toccare ai bimbi il cane e il proprietario acconsentiva sempre. Ma appena i bambini o i genitori di questi si avvicinavano per accarezzarlo, il cane saltava sulla panchina su cui era seduto il proprietario e lo spingeva per mettersi dietro di lui, al riparo da questi soggetti per lui sconosciuti. Il proprietario lo tirava dal guinzaglio per farlo avvicinare ai bambini, lui indietreggiava controvoglia. Tutte le volte che sentiva un rumore sobbalzava e correva a nascondersi dietro il proprietario, in uno stato di paura e agitazione davvero palesi.
Quando può diventare “pericoloso”?
In una situazione come questa in cui il cane ha già molta paura e viene aggiunto un qualsiasi elemento in più di stress che può farlo arrivare al limite della sopportazione, il cane può reagire. Prima ovviamente tenterà sempre con le buone, come nell’esempio del Cane Lupo Cecoslovacco, che tentava la fuga, cercava riparo nel proprietario e lanciava segnali calmanti come leccarsi il naso e dare il fianco. Può capitare però che il cane, dopo aver manifestato più volte i segnali che è a disagio e dopo essere stato ignorato più volte, pensi a proteggersi da solo. Si va dal ringhio al morso e su cani di taglia grande può diventare molto pericoloso ovviamente.
Come correre ai ripari?
Se si è in giro per lo shopping e si vede un cane si può evitare di toccarlo. A differenza di ciò che si crede infatti, la maggior parte dei cani non ha alcun interesse né voglia di farsi accarezzare da sconosciuti, spesso e volentieri anche se sono cani – a detta dei proprietari – socievoli. Il perché è semplice: nemmeno a noi fa piacere che uno sconosciuto ci tocchi, figuriamoci ad un animale (perché ricordiamocelo: sono animali, non peluche da accarezzare).
Se invece siamo proprietari imparando ad interpretare i segnali che ci manda il nostro cane e sulla base della conoscenza che abbiamo sulla loro esperienza pregressa e sul loro carattere. Come hanno reagito in situazioni simili? Magari se sappiamo già che non reagiscono benissimo in determinate situazioni sarebbe meglio non portarli.
A questo proposito voglio farvi un esempio, come sapete noi abbiamo due cani: Aaron e Luli. Luli è con noi da 11 anni ed è sempre stata una cagnolina socievole sia con le persone sia con gli animali, ma non l’abbiamo quasi mai portata in questi contesti. Questo perché non tollera molto bene questo tipo di situazione, cerca una via di fuga e rischia di andare sotto stress. Tutt’altro discorso invece per quanto riguardava il nostro Garu e per quanto riguarda Aaron. Entrambi cani che soffrono meno a seguire il nucleo famigliare, qualsiasi sia il contesto, piuttosto che rimanere a casa da soli. Questo per dirvi che dipende sempre dal soggetto che si ha davanti: dal carattere, dalle esperienze e in parte dalla razza.
A cosa fare attenzione?
Ci sono tante cose che noi diamo per scontate, perché ormai abituati a questi luoghi, ma che per i cani non sono affatto naturali. Vediamone alcuni:
- Porte scorrevoli: per molti cani sono un ostacolo difficile da superare, in questi casi andrebbero fatti dei percorsi per abituarli, con molta pazienza (il discorso è simile anche per gli ascensori).
- Pavimenti molto scivolosi: se un cane non è stato abituato a tanti contesti, a fare tante esperienze, anche i pavimenti molto scivolosi dei centri commerciali potrebbero metterlo in crisi. Non sentendo un appoggio stabile, potrebbero volere andare più veloce per togliersi da quella situazione il prima possibile, incrementando l’instabilità e quindi il disagio.
- Carrelli, mezzi e oggetti non di uso comune: nei centri commerciali e nei negozi sono presenti tantissimi oggetti che normalmente il cane non vede, tra i più diffusi sicuramente i carrelli e i cesti per la spesa, spesso rumorosi. Ma oltre ai carrelli ci sono tantissime altre situazioni non comuni che potrebbero mettere sotto stress il nostro amico a quattro zampe, come ad esempio i corrieri con i loro trasportatori automatizzati per i pacchi, i forti rumori fatti dagli stessi in fase di stockaggio, se il cane non è stato correttamente abituato a tutte le situazioni anche persone su carrozzina (elettrica o meno), persone con bastone, biciclette, mezzi inusuali (penso ad esempio ai mezzi per pulire le strade nelle vie del centro storico), ecc.
- Scale mobili/tappeti mobili: molto pericolosi perché si possono incastrare le unghie del cane nella texture del materiale e, una volta arrivati a fine corsa, potrebbe strapparsi l’unghia del cane. Sono tantissimi i cani che, aldilà del rischio per le zampe, hanno il terrore di scale mobili e tappeti.
- Odori e suoni inusuali in generale: ricordate sempre che i cani sentono un’infinità di odori più di noi e di suoni, quindi ciò che sentiamo noi è solo una microscopica parte di ciò che percepiscono loro. La musica alta dentro ai negozi, i profumi e le fragranze utilizzate possono condizionare il nostro peloso.
- Affollamento di persone e animali: sentirsi stringere tra la gente non è normale per un cane. Esiste per loro (come anche per noi, ma spesso ce ne dimentichiamo) la prossemica, ossia la distanza che si tiene con gli estranei, che sarà più elevata di quella che si tiene tra conoscenti. Non rispettare la prossemica è un comportamento irrispettoso nei confronti del cane e ogni esemplare può reagire a modo suo.
Questi sono solo alcuni degli elementi presenti dentro ai centri commerciali o nei luoghi di grande affollamento collegati a contesti urbani.
Cosa si dovrebbe fare prima di portarli in questi contesti?
Un’analisi del proprio cane sarebbe consigliata, chi lo conosce meglio di noi proprietari? Penso nessuno, quindi siate analitici e pensate se il vostro cane si troverebbe bene o meno in quella situazione.
Bisognerebbe inoltre abituarlo gradualmente a tutti gli stimoli a cui potrebbe andare incontro in questi contesti, come quelli che abbiamo elencato nei punti qui sopra.
Il cane sarebbe bene avesse ricevuto un’educazione di base solida, in modo ad esempio che sappia andare al guinzaglio senza tagliare la strada o fare lo sgambetto alle persone, che sappia indossare la museruola ove richiesto e che non faccia i bisogni in giro o danneggi la merce esposta.
Ricordate sempre che per i danni fatti da un cane prima del nostro potremmo pagarne tutti le conseguenze (vedi ad esempio hotel che non accettano cani per brutte esperienze passate).
Sono moltissimi i cani che si sentono abbastanza a proprio agio per affrontare tutte queste cose, sia chiaro, ma è sempre bene per noi proprietari avere come obiettivo il benessere del nostro amico a quattro zampe e, per farlo, avere una conoscenza approfondita del linguaggio utilizzato dal nostro cane in modo da poter sapere e riconoscere cosa ci sta dicendo.
Se vi vengono in mente altre cose che si trovano in questi contesti, fatecele sapere. I vostri cani sono “tipi da shopping”? Il nostro Aaron ieri ci ha seguiti per la prima volta in un centro commerciale e se l’è cavata molto bene (dopo quasi un anno di lavoro), ma sono sicura preferisca dei percorsi più “naturali”. Nelle storie di Instagram troverete il video di ieri e qui sotto la foto mentre aspetta nei camerini.

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