Rapporto cane – bimbi: a cosa fare attenzione

Ciao a tutti!

Qualche giorno fa ci siamo imbattuti in un video (uno dei tantissimi presenti sul web) in cui erano presenti un cane e un bimbo molto piccolo (è un video presente su Instagram di cui trovate qui il link). Abbiamo pensato di parlarne insieme perché dalla mia esperienza, sia come dog sitter sia come baby sitter e tata, vi posso garantire che alcuni elementi vengono sottovalutati. In particolar modo la cosa che accade più spesso è pensare unicamente al benessere del bambino. Non fraintendetemi, non c’è nulla di più giusto e nobile, ma questo in una situazione in cui non sono presenti animali. Dal momento in cui in casa sono presenti altri animali, vanno protetti dai bimbi, che spesso sono rumorosi, irruenti e spesso dispettosi. Questo perché proteggere un bimbo o una bimba da un cane che l’ha già accettato/a in famiglia non ha molto senso. Invece lo ha dalla parte del cane, che non è totalmente indifeso davanti ad un/una bimbo/a: sa che la deve rispettare e non può farle del male, ma al contempo non sa come fare nel caso l’infante esagerasse. In natura, un lupo adulto, come anche i cani adulti, regolano i rapporti con i cuccioli: gli danno dei momenti in cui si può giocare tutti assieme e dei momenti in cui non si può giocare. Se un cucciolo esagera e continua a infastidire gli adulti, lo sgrideranno, come? Con ringhi e morsi (non mirati a ferire ovviamente, ma pur sempre morsi).
I cani capiscono perfettamente che i nostri bambini sono dei “cuccioli umani” e per questo sono così pazienti con loro, ma ricordate sempre che il loro istinto è anche quello di fargli da balia, quindi di educarli. Capite anche voi che un morso da parte di un cane, per quanto possa essere non mirato a ferire, su un bambino piccolo può portare a gravi conseguenze (i cuccioli di cane rispetto ai bimbi sono molto meno delicati ovviamente).
La sostanza del discorso è quindi di educare noi stessi i nostri bimbi ad un rapporto corretto col cane, in modo che debba essere il cane a spiegare loro che cosa non si fa. Vediamo nello specifico che cosa intendo su educare i bambini a come comportarsi con un cane.

Nel video in questione la descrizione sotto di esso inneggiava a quanto erano “dolci” manifestandolo con varie faccine, ma la realtà è ben diversa. Nel video infatti si vedevano un cane sdraiato a terra (nello specifico un cucciolone di Rottweiler) e un bimbo molto piccolo (di circa 2 anni, supponiamo) che si mette a cavalcioni del cane (come per cavalcarlo), appoggiandosi su di lui con tutto il peso. Ad un occhio inesperto il cane non fa nulla, magari per molti può sembrare che “si lascia fare qualunque cosa” dal bambino, ma in realtà il cane sta comunicando altro. Il video è cortissimo quindi non riusciamo a vedere se anche prima o dopo il cane abbia manifestato del disagio, ma durante il video mostra chiaramente un segnale calmante e chiede aiuto a chi lo sta filmando. Tutto questo in pochissimi secondi di video. Di video come questi il web ne è saturo e sempre tantissimi sono i commenti di persone che pensano che il cane sia dolce, il bimbo pure, ed entrambi siano in totale pace e sintonia, quando invece dietro c’è altro.

Ricordiamoci che abbiamo a che fare con un animale che è, per natura, completamente diverso da noi. Come tale, comunica in modo diverso, essere quindi presente quando un bambino o una bambina si interfaccia con un cane diviene ancora più importante, perché tra i due si possono creare con più probabilità fraintendimenti essendo due specie diverse.

Il cane è forse una delle creature più pazienti verso il comportamento di noi umani, che siamo spesso dispettosi e irruenti, ancora di più quando siamo piccini. C’è sempre differenza però tra avere pazienza e approfittare del fatto di averne, i cani infatti comunicano quando qualcosa non gli sta bene, quando si sta esagerando, senza arrivare ad estremi come ringhi o morso. Un po’ come succede anche fra noi: c’è sempre un modo gentile di dire che qualcosa ci sta dando fastidio e un modo più sgarbato, quando magari lo abbiamo ripetuto diverse volte e abbiamo perso la pazienza. Non pensate al morso, al mostrare i denti o al ringhio: quando un cane arriva a fare una di queste tre cose (in contesti di vita casalinga, s’intende) vuol dire che ha già passato il limite da un bel po’ e vi hanno già comunicato un numero infinito di volte che non ne possono più. La maggior parte degli incidenti è infatti così che si creano: un comportamento che dà fastidio al cane, il cane lo comunica tante volte in modo gentile, ma niente, nessuno lo mette al riparo dalla situazione, fino a che si stufa e risolve la situazione da solo. L’unico modo che ha il cane per togliersi da una situazione per lui stressante è utilizzando la bocca. Su un bimbo piccolo i danni possono essere ingenti, come dicevamo, quindi è bene fare attenzione e conoscere bene i segnali che il nostro cane ci manda, per saperli interpretare correttamente.

Nel video il cane manda alcuni segnali calmanti (detti anche “di pacificazione“): appena il bimbo si mette a cavalcioni, il cane guarda chi sta girando il video (probabilmente il proprietario), il bambino conclude l’azione sedendosi sul cane, il cane si lecca il naso e guarda di nuovo il proprietario. Ecco, già qui possiamo fermarci: leccarsi il naso (o le labbra) in quel modo è un segnale calmante, in questo caso il cane sta chiedendo aiuto al proprietario, un po’ alla “ma non vedi cosa mi sta facendo questo qua? Toglimelo, per favore!”. Ce ne possono essere anche altri, ma per ora fermiamoci qui.

Aldilà della pazienza del cane, che ha reagito con un segnale calmante e non con un aggressione (che è abbastanza normale e comune essendo un membro della famiglia, altrimenti ci troveremmo ogni giorno con tantissimi cani mordaci), qualla che il bambino sta compiendo nel video è un azione pericolosissima data la taglia del cane in questione. Infatti sarebbe bastato che il cane si alzasse in piedi per poter ribaltare il bambino e fargli battere la testa a terra. Far “cavalcare” un cane da un bambino è sempre un azione pericolosa, se il vostro cane “se lo lascia fare” non è detto che lo stia facendo volentieri. Ancora più pericoloso può diventare la questione se non siete al corrente che il cane ha dolore da qualche parte. Cavalcare un cane già di per sé dovrebbe suggerire che non è una buona idea (non è un cavallo), questo quindi per la sicurezza di entrambi.

Come dicevamo, i segnali calmanti sono una piccola parte della comunicazione del cane. I cani li usano sia nella comunicazione fra simili sia con noi, ed è per questo che è importante conoscerli. Come dicevo poco fa, anche noi diciamo quando qualcosa non ci piace, magari le prime volte con pazienza e tranquillità, ma se i gesti a noi non compiacenti si ripetono all’infinito, anche noi finiamo con l’arrabbiarci. Anche noi saremo più pazienti e accondiscendenti con le persone a cui vogliamo bene e meno con estranei.

A questo proposito voglio raccontarvi una storia che c’entra solo in parte con ciò che stiamo dicendo, ma è per rendere l’idea della situazione di “tensione”. Era il primo giorno che Aaron era arrivato a casa nostra dal canile, quindi noi eravamo per lo più estranei per lui, per di più in un ambiente che non conosceva. La sera ha saltato su due zampe e ha preso dal tavolo uno scottex e se lo stava ingoiando, per impedirglielo io stessa gliel’ho preso (dopo aver tentato invano di attirare la sua attenzione, ma senza successo, ero appunto poco più di una estranea). Il mio gesto ha fatto sì che ringhiasse molto forte e facesse per “mordere”, ma ha chiuso la bocca semplicemente molto vicino alla mia mano. Può spaventare come storia, vero?
Io mi sono posta come estranea tra una risorsa e il cane, un’azione di per sé molto pericolosa. Il mio ragazzo quando accorse e gli raccontai dell’accaduto era molto impaurito “ti ha morso? Ha tentato di farlo? Oddio, ma che cane abbiamo preso?”. L’ho subito rassicurato dicendo che abbiamo preso un cane molto equilibrato, perché un estraneo gli ha tolto una risorsa e lui mi ha detto in modo brusco che non è rispettoso fare una cosa del genere, e lui “sì, ma se ti mordeva?”. Se mi avesse voluto mordere lo avrebbe fatto, i cani sono molto più veloci e precisi di noi. Se vogliono mordere state pur certi che il colpo andrà a segno, che vogliate o meno, che siate preparati oppure no. Ci tengo a precisare che Aaron non ha mai ripetuto l’episodio, posso togliere tutto quello che voglio da sotto il suo naso: dalla pappa ai giochini che me li lascia volentieri. La situazione, come avrete ormai capito, era molto diversa e se fosse successo adesso sarebbe bastato un “ehi” per farglielo lasciare immediatamente, senza nemmeno pormi fisicamente come feci ai tempi. Tutti quei discorsi terrorizzati quindi su “quel cane mi ha quasi morso” non hanno di per sé senso, tenete ben a mente ciò che ho scritto poco fa: se avesse voluto mordere lo avrebbe fatto. Pensate sempre alla situazione, a cosa stavate facendo, a cosa c’era attorno al cane e perché avrebbe dovuto reagire in quel modo: cosa avreste fatto voi al posto suo?
Sono tutte domande che ci dovremmo fare quotidianamente se percepiamo nervosismo o segnali calmanti frequenti nel nostro cane. Come dicevo infatti, l’esempio non c’entra gran che con la situazione del bimbo del video, ma è per farvi capire come un cane può comunicare in modo diverso a seconda della situazione e a seconda di chi si pone nei suoi confronti (e come ovviamente).

I bimbi sono una completa incognita, ed è per questo che è importantissimo proteggere il cane e non il bambino. Una volta che il cane avrà accettato il/la nuovo/a arrivato/a, che di solito avviene i primi giorni, a maggior ragione se la gravidanza è stata condivisa col cane sicuramente non lo stupirete portando a casa un neonato. Il bambino invece crescendo avrà bisogno di sperimentare, toccare, mettere in bocca tutto e non sa che si sta ponendo ad un’altra specie. I fraintendimenti quindi sono sempre dietro l’angolo e noi in questo giochiamo un ruolo importantissimo: saremo coloro che rafforzeranno o indeboliranno il rapporto che si creerà tra i due. Ecco quindi un elenco di alcune cose importanti su cui focalizzarsi quando si hanno cani e bimbi nello stesso ambiente:

  • Mai lasciare bimbi e cani a loro stessi. La presenza di un adulto che vigila sulla situazione è di estrema importanza perché non si creino incomprensioni.
  • Saper cogliere i segnali che ci manda il nostro cane e interrompere tempestivamente comportamenti dannosi o stressanti per il nostro cane.
  • Non lasciare per troppe ore al giorno cane e bambino nello stesso ambiente. Ne abbiamo parlato anche nell’articolo sul riposo del cane, che i nostri amici a quattro zampe hanno più bisogno di riposo rispetto a noi e mediamente un ambiente ristretto con un bambino risulterà troppo rumoroso per il riposo corretto del cane. I cani che fanno da balia, come noi, si stressano rimanendo troppe ore con i bambini, ed in questo caso è importante permettergli di stare in un posto tranquillo.
  • Sarebbe bene insegnare ai bimbi, sin da piccolissimi, qual è il modo corretto di porsi ad un cane. Saremo quindi noi in prima persona a dover sapere cosa evitare per poi insegnarlo e trasmetterlo. Ad esempio per i cani gli abbracci non sono gesti amichevoli: due cani che si “abbracciano” di solito stanno lottando. Quasi tutti i cani infatti, se vi abbracciate con qualcuno, fanno qualcosa: si pongono fra i due, saltano addosso, leccano le mani se sono a portata, ecc. Sono tutti modi per dirvi amichevolmente di smetterla, di non litigare. E’ un comportamento che magari possono tollerare da parte nostra (verso di loro), ma sarebbe meglio evitarlo, soprattutto da parte di un/una bimbo/a che ancora non sa dosare la forza.
  • Partecipare attivamente durante le attività ludiche fra i due. Il gioco è il modo più forte che hanno i cani di rafforzare un rapporto: imparano anche quali sono i limiti da non superare e ovviamente si divertono tanto. Appunto per ciò che dicevamo prima, cioè che i bimbi ancora non hanno ben chiaro quali sono i limiti e come ci si pone ad un cane, è bene che siamo noi a limitare sia i bimbi sia il cane in caso si esagerasse. Durante il gioco i cani spesso simulano lotta e caccia, quindi sarebbe meglio non portare il gioco a livelli estremi, soprattutto con cani di taglia media e grande perché anche una zampata accidentale può fare molto male.
  • Dedicare del tempo attivo al bimbo ed al cane insieme per insegnare al bimbo come porsi verso il cane, quindi facendoli interagire in modo corretto. Un vero e proprio insegnamento di comunicazione fra specie diverse.

La comunicazione è sempre la base di ogni rapporto. Per questo motivo è importantissimo conoscere cosa sta tentando di dirci il nostro cane. Nella mia vita ci sono state spesso persone con cani che mi fermavano dicendo “io di queste cose non ci capisco niente”, ho sempre ribattuto dicendo che il suo cane (come tutti i cani) si impegna tanto per tentare di capire ogni giorno cosa sta dicendo, cosa vuole, ma bisogna fare lo stesso dall’altra parte. Non avvilitevi, non è mai troppo tardi per tentare di capirli, ci vuole tanta forza di volontà e sicuramente qualcuno che vi aiuti, ma alla fine ne sarete davvero orgogliosi e felici (come ne sarà felice anche il vostro cane).

Arrivando alle conclusioni vi portiamo come al solito la nostra esperienza, in questo caso con Garu. Lui ha avuto tantissimi amici bimbi di diverse età, anche per strada quando ci fermavano per salutare Garu ne era sempre felicissimo, ma un’esperienza in particolare mi colpì. Eravamo a fare una passeggiata quando notai una bimba molto energica che stava facendo impazzire la nonna perché correva dappertutto (era molto piccola, scoprì dopo che aveva 2 anni). La bimba corse talmente forte che distaccò la nonna e arrivò da me e Garu. La bimba e il cane si guardarono e la bimba rallentò immediatamente la corsa, Garu si sedette subito. La bimba porse la mano tenendosi ad una rispettosa distanza da Garu, che la leccò subito. La bambina ritrasse la mano poi gliela ripose come a chiedergli la zampa e Garu gliela diede molto delicatamente. Da quel momento in poi Garu e la bimba iniziarono a comunicare in una lingua tutta loro, rimasero lì calmi: Garu sdraiato e lei in piedi, con me e la nonna della bimba abbastanza stupite del rapporto che si era creato tra i due. La bimba non aveva cani a casa e la nonna mi disse che non l’aveva mai vista giocare in modo così calmo e tranquillo. Quando dovevamo tornare a casa i due non si volevano più separare, si era creata subito una sintonia affascinante tra i due. Auguro a tutti voi che tra i vostri bimbi e i vostri cani si possa instaurare un rapporto così magico✨

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