Alzheimer nel cane: la nostra esperienza

Ciao a tutti!

Come promesso, eccoci a parlare della nostra esperienza con l’Alzheimer nel cane. Come sempre ci teniamo a specificare che non siamo veterinari, quindi vi porteremo solamente la nostra esperienza. Se avete qualche sospetto di patologia rivolgetevi al vostro veterinario.

Per quanto riguarda l’Alzheimer ci preme specificare che, come poi succede anche in umana, i sintomi e i modi in cui si manifestano cambiano da soggetto a soggetto ed è veramente difficile individuarli sui cani (anche per noi proprietari), perché la mancanza di memoria è più difficile da individuare se manca il linguaggio parlato.

Oggi vi parleremo in particolare di Luli, la nostra cagnolina meticcia di 13 anni. Luli è stata adottata da noi all’età di 3 anni ed è venuta fuori da una situazione di totale abbandono. Era infatti tenuta nel cortile di una casa disabitata e veniva nutrita dalla vicina di casa. Il cortile di questo edificio non dava sulla strada, quindi lei della vita normale non ha mai conosciuto nulla, per questo è sempre stata molto “selvatica”, molto testona, ma anche molto affettuosa e grata (quasi sapesse che l’avevamo salvata). Perché facciamo queste premesse? Perché i sintomi di Alzheimer sono risultati essere più evidenti da un episodio per lei di forte stress. Vi ricordate di Garu (il nostro cagnolone che è morto per un brutto linfoma)? Se vi siete persi la sua storia la potete trovare in questo articolo. Garu abitava insieme a Luli e la sua morte ha avuto una forte incidenza sulla sua vita. Luli era la più “anziana” fra i due, e noi abbiamo tentato di darle più conoscenze del mondo possibile, ma ovviamente le esperienze che trasmettiamo noi umani sul cane risulteranno sempre essere molto limitate rispetto a ciò che ci si insegna tra simili. Luli conobbe Garu quando era cucciolo e crebbe insieme a lei, ma paradossalmente ha probabilmente imparato più cose lei da lui che il contrario. Garu ha ad esempio insegnato a Luli come si gioca (nonostante le prove che abbiamo fatto in parchi per cani non ha mai giocato con i suoi simili prima di Garu), come si usa la bocca, e tantissime altre cose che noi non avremmo mai potuto trasmetterle. Da questo potrete capire il motivo per cui ve l’ho citato e l’immenso dolore che – immaginiamo – le abbia provocato.

Dalla morte di Garu, Luli è diventata molto letargica (dormiva tantissime ore sia durante il giorno sia durante la notte). Sintomo che ha mantenuto tutt’oggi seppur sia lievemente migliorata con l’arrivo di Aaron. Questo è uno dei sintomi che si può associare alla malattia, ma ce ne sono tanti altri che, come abbiamo anticipato, sono difficili da individuare. O meglio, non viene spontaneo associare a questa malattia.

Uno di questi è la mancata risposta al richiamo. Quando la si chiama non si gira quasi mai e, se si gira, non ti viene incontro. Inizialmente lo avevamo associato ad una progressiva perdita dell’udito dovuta all’età ma, facendo più attenzione, non rimaneva indifferente a tutti i suoni. Sicuramente non ci sente benissimo come quando era giovane, ma la differenza essenziale stava proprio nel fatto che un suono, seppur lontano, veniva recepito, ma non elaborato. Piano piano per un certo periodo abbiamo pensato anche che ci vedesse meno, perché non alzava la testa quando le facevamo segno. Ovviamente nel tempo ci siamo accorti che anche questo “sintomo” nascondeva di più: vedeva anche da molto lontano quando vedeva qualcosa che attirava la sua attenzione.

Ad aggiungersi a tutti questi sintomi, ci sono stati anche alcuni cambi di tipo comportamentale che abbiamo notato subito. Lei è sempre stata molto vorace col cibo: uno di quei cani che, quando si fa ora della pappa,” ti viene a chiamare”. Addirittura protestava se non ti spicciavi a darle da mangiare (se ad esempio eravamo in ritardo), e a cui bisognava stare attenti perché mangiava qualunque cosa trovasse a terra. Tutto ciò pian piano si è perso, arrivando ad ora che spesso supera l’orario solito di pappa senza nemmeno accorgersene. Anche se è davanti alla ciotola ed al contenitore del cibo, tutti oggetti che lei conosce molto bene, è capitato che facesse retrofront e se ne andasse. Oppure che fissasse la pappa senza mangiare, come se non capisse “cosa farci”.

Si dimentica anche di fare i bisogni. Durante le classiche uscite per pipì e cacca, dimentica perché è lì e cosa sta facendo. Il risultato ahimè sono i bisogni fatti in casa, anche questo sintomo può erroneamente essere confuso con incontinenza dovuta all’età. Lei non è affatto incontinente, semplicemente si dimentica ciò che sta facendo, dov’è e con chi.

Ma arriviamo alla fatidica domanda: riconosce i proprietari?

A volte sì a volte no. Luli è sempre stata una cagnolina super socievole, si faceva prendere talmente tanto dalle emozioni da giovane da risultare quasi esuberante quando ci vedeva. Ora non è più così, ovviamente un po’ per l’età, ma a volte è perché non si ricorda chi siamo. Se ad esempio ci ha visti e siamo dietro di lei, può darsi che qualche passo dopo si giri di scatto e ci guardi con aria interrogativa.

Questi sono i principali cambiamenti che abbiamo notato in lei. Specifichiamo che Luli soffre anche di una malattia di tipo neurologico, quindi è un po’ più difficile individuare tutti i sintomi e scindere gli uni dagli altri.

Sapevate che l’Alzheimer è presente anche tra i cani? Avete avuto un vostro peloso che ne ha sofferto?

Per conoscere meglio questa patologia e la storia di Luli troverete delle storie in evidenza su Instagram, seguiteci sui social e fateci sapere la vostra!

Lascia un commento