Linfoma nel cane: la nostra esperienza

Ciao a tutti!

Qualche giorno fa su Instagram, vi abbiamo chiesto se vi sarebbe piaciuto sentire parlare della nostra esperienza che abbiamo avuto con Garu e il suo tumore. La premessa che va fatta è che non siamo veterinari, quindi ci baseremo unicamente sulla nostra esperienza, e vi invitiamo a rivolgervi ad un medico veterinario competente nel caso abbiate qualche sospetto. Vi lasceremo sui social delle storie in evidenza, quindi se siete interessati all’argomento seguiteci!

Iniziamo col dire che la diagnosi è stata, come poi succede sempre in questi casi, un fulmine a ciel sereno e una tostissima batosta. Quale diagnosi? Un linfoma di tipo B, che ci hanno spiegato essere il linfoma che compare nella maggior parte dei casi; quello di tipo T, spesso risulta non rispondere molto alle terapie. Il suo grado di malignità era alto, quindi non è stato semplice.
La prospettiva di vita di Garu ai tempi della diagnosi era dalle 2 settimane fino al massimo un mese se non trattato. Ma facciamo un passo indietro: come ce ne siamo accorti?

Il cane di per sé non ha mostrato alcun cambiamento né di comportamento né a livello fisico, tranne per un linfonodo ingrossato sotto al collo. Se n’è accorto per caso un membro della nostra famiglia che stava accarezzando Garu insieme a Luli (l’altro nostro cane) sotto al collo, e in Garu aveva trovato questa differenza. La massa non era troppo grande su un cane di questa taglia, non era visibile all’occhio data la posizione in un punto con molta pelle cadente come è quella del collo, ma si sentiva attraverso la palpazione. Più o meno aveva la misura di una pallina da ping pong. Lo abbiamo portato subito dalla nostra veterinaria di fiducia che ha fatto un ago aspirato e delle analisi del sangue. Il giorno successivo, analizzando i risultati, ci ha detto che la prospettiva non era rosea e ci ha mandato in una grossa clinica per fare tutti i test possibili e capire di quale tipo di linfoma avesse (e successivamente quale terapia applicare). Siamo stati anche molto sfortunati per tre motivi: Garu è sempre stato un cane molto “delicato”, ha sempre sofferto di gastriti, dermatiti e chi più ne ha più ne metta; era molto giovane (aveva 5 anni quando gli è stata fatta la diagnosi) e questo fa sì che il linfoma possa essere più aggressivo; la diagnosi è arrivata a ridosso delle festività natalizie (quindi quasi tutti gli ambulatori e le cliniche erano chiusi). Siamo andati in un’altra regione per essere sicuri di poter avere nel minor tempo possibile i risultati perché, come capita anche per noi, una diagnosi celere è uno dei fattori fondamentali per far funzionare la terapia. Purtroppo però ci hanno comunque messo diversi giorni per farci avere tutti i risultati e, dopo una settimana dalla prima nostra palpazione del linfoma, Garu aveva il linfonodo grande come una pallina da tennis e presentava dei sintomi abbastanza preoccupanti (perdita dell’appetito, non voleva alzarsi, era molto abbattuto e sembrava molto sofferente). Abbiamo quindi deciso, con la specialista che ci avrebbe seguito per la chemio terapia, di iniziare la terapia cortisonica. Questa terapia, ci hanno spiegato, avrebbe ridotto notevolmente il linfonodo e fatto tornare indietro il processo tumorale ma, se non affiancata da una chemio terapia, dopo pochi giorni sarebbe tornato molto più aggressivo di prima. Altro motivo per cui, come vi dicevamo, le tempistiche sono davvero importantissime. Già col cortisone sembrava un altro cane, molto più reattivo, gli era tornato l’appetito, giocoso, sembrava quasi tornato il solito Garu.

Durante tutta la terapia ogni veterinario ci ha sempre ricordato che potevano esserci dei momenti in cui, alla palpazione non si rilevavano linfonodi ingrossati, e il cane poteva sembrare “stare bene”, ma in realtà è solo apparenza. Quindi di non illuderci mai davanti ai sintomi e di affidarci sempre ai test (cosa che ovviamente abbiamo seguito alla lettera).

Quali sono state le cose a cui dovevamo fare attenzione?

  • Ingrossamento di milza e fegato con eventuale compromissione del midollo. Infatti il linfoma è un tumore non operabile perché intacca i linfonodi, tramite questi si può espandere in tutto il corpo e, quando vengono attaccati questi due organi, viene poi compromesso il midollo con ahimè un brutto epilogo.
  • Alle pipì e alle cacche. Per due motivi: il primo è che con terapia cortisonica il cane fa moltissime pipì in più e beve anche molto di più, il secondo motivo è che, con la terapia che facevamo, il cane espelleva anche il principio attivo della chemioterapia, quindi bisognava disinfettare ovunque in quanto avrebbe potuto avere effetti collaterali anche su altri cani.
  • Ad eventuali altri sintomi. Vomito, diarrea ed eventuali altri sintomi sarebbero dovuti subito essere riferiti alla veterinaria. Eravamo in contatto con lei quotidianamente ed eventuali sintomi avrebbero modificato la terapia di quel giorno e dei giorni a seguire.
  • Emocromo settimanale. Garu faceva l’esame dell’emocromo ogni settimana e, in base ai risultati, si poteva procedere o meno con la chemio.
  • La somministrazione delle terapie. Bisogna mettere in conto che non sarà scontato che il cane prenda di buon grado le medicine. Garu infatti aveva dei giorni in cui non aveva per niente appetito e delle medicine non ne voleva sapere nulla.

La chemio andava fatta una volta a settimana. A differenza nostra, la chemio non ha grossissimi effetti collaterali (come ad esempio la nausea o la perdita di capelli). Garu risultava molto “giù” solo il giorno stesso che la faceva, gli altri giorni aveva alti e bassi, ma sembrava un cane normale. Ha però perso molti baffi e le sopracciglia (quei ciuffetti di pelo più lungo sopra gli occhi), poi ricresciuti.
Dobbiamo ritenerci fortunati perché abbiamo sempre avuto un cane molto collaborativo e delle veterinarie che guardavano in primis al benessere animale. Vedendolo così tanto collaborativo, non lo hanno sedato per fare le chemio, ma è una cosa che di solito viene fatta. Calcolate che il cane deve stare fermo dai 15 ai 20 minuti con un ago infilato in una zampa, quindi non è una cosa che tollerano tutti bene.

La chemio è durata 6 mesi (con sedute tutte le settimane) e il linfoma sembrava essere sparito. Abbiamo fatto vari esami e sembrava in remissione ma appunto, come vi dicevamo, la veterinaria ha sottolineato che la probabilità di recidiva era molto alta e che sicuramente nei prossimi mesi ci saremo dovute rivedere purtroppo. Abbiamo continuato però con le analisi settimanali in modo da farci trovare pronti in caso fosse rispuntato il linfoma e così purtroppo è stato. Abbiamo finito la terapia ad aprile e a giugno è ricomparso, in modo abbastanza aggressivo. Abbiamo cambiato due tipi di chemioterapia ma non c’è stato nulla da fare, il suo fegato è collassato e con lui molti altri organi.

Quello che vi possiamo consigliare, come proprietari di cane affetto da questa terribile patologia, sono le seguenti cose:

  • Affidatevi a dei professionisti di cui vi fidate. La fiducia è essenziale, i veterinari che vi seguono dovranno fare di tutto per ottenere i risultati degli esami nel minor tempo possibile, per poter intervenire subito e allungare quindi la vita del cane.
  • Non illudersi senza però perdere le speranze. Questa è la cosa più difficile in assoluto da fare per noi proprietari, non sarà mai facile e bisognerà mettere in conto che la percentuale di riuscita è bassa (ma non impossibile) e per questo prendere in considerazione la cosa peggiore che vi può venire in mente e tentare di elaborarla già da subito.
  • Ponderare bene anche l’aspetto economico. Le cure veterinarie sono costosissime e noi l’abbiamo provato sulla nostra pelle. Malattie come questa spesso non sono coperte nemmeno se avete stipulato un’assicurazione sanitaria sul cane (le più diffuse coprono solo “incidenti”, ma ovviamente dipende dal tipo di assicurazione che fate). Le spese, soprattutto su cani di grossa taglia, sono ingenti e non per tutte le tasche.
  • Il tempo. Come ripetuto più volte, il tempo è un fattore importantissimo, sia per quanto riguarda la diagnosi e successivamente la terapia, ma anche per noi. Per farci un’idea di quali risultati possiamo ottenere e in quanto tempo. Come vi abbiamo già scritto, Garu senza terapie avrebbe avuto tra le 2 e le 4 settimane di vita (e abbiamo constato con i tempi di ricezione degli esami che si sarebbe avverato davvero in poco tempo). Con la terapia la vita media di un cane si allunga di un anno (che può significare che si fa tutta la sua vita tranquillo come che sarebbe sopravvissuto per meno di un anno). Garu ha vissuto dignitosamente e facendo la sua vita di “cane normale” per 9 mesi circa.

Dove palpare i linfonodi del cane?

Immagine presa dal sito Mondo Pets

Il cane li presenta principalmente in quattro zone: due sotto al collo e due dietro la coscia, questi erano i principali che i veterinari ci facevano controllare. Vi chiediamo scusa se non usiamo termini medici, ma come dicevamo, non siamo veterinari. Vi lasciamo un immagine presa dal web, con tutti i linfonodi del cane

Garu è stato un cane davvero speciale sia per tutti noi della famiglia, sia per chiunque abbia avuto l’onore di conoscerlo. Lui si divertiva a venire con noi a fare le sedute di chemio, perché le veterinarie lo coccolavano e gli davano premietti, quindi per lui era la cosa più bella del mondo. Abbiamo vissuto insieme tantissime avventure: tra cui alcune lezioni di obedience in cui si è distinto molto positivamente, due esperienze in corsia come cane da Pet Teraphy in una struttura per persone malate d’Alzheimer, ha segnalato più volte delle ipoglicemie ad un membro della nostra famiglia che soffre di diabete, è stato il primo contributo dato ad una persona che aveva paura dei cani ad affrontare e superare la paura (e non è facile iniziare con un Rottweiler), ci ha fatto fare tantissime bellissime nuove amicizie ed esperienze uniche, ha difeso quando necessario e confortato in tutti gli altri momenti. Garu se n’è andato a 6 anni, lasciandoci un gran dolore. Quando è stato il momento abbiamo deciso per l’eutanasia insieme alla veterinaria che ha seguito Garu per tutto il percorso della chemio, che tra i singhiozzi ci ha detto che era arrivato quel momento. E’ quindi entrato nel cuore di tutti, speciale, come ogni peloso entrato nella nostra famiglia, ma con una marcia in più.

Nel frattempo se volete informazioni più complete a livello veterinario, vi lasciamo un articolo scritto da Amica Veterinaria sul linfoma: https://amicaveterinaria.com/linfoma-cane-gatto/

Sperando che l’articolo vi possa essere utile, ci vediamo sui social per parlarne insieme!

Lascia un commento