Cane e gatto: un rapporto in armonia è possibile?

Ciao a tutti!
Oggi volevamo parlarvi del rapporto cane-gatto, visto che avete accolto con molto entusiasmo su Instagram il sondaggio per sapere come abbiamo fatto ad abituare il nostro gattone ai nostri tre cani. Abbiamo quindi pensato di creare alcuni piccoli step che potrete attuare anche voi da casa, ma ci teniamo a sottolineare che ogni esemplare è a sé, e su ognuno bisognerebbe costruire un percorso specifico. Detto ciò vi consigliamo caldamente, se siete alle prime armi, di rivolgervi ad un professionista del settore perché, soprattutto i primi incontri, sono importantissimi per costruire le basi del rapporto tra i due pelosi quando ancora non si conoscono.

Fatta questa premessa importante, abbiamo deciso di concentrare in alcuni punti molto generici alcuni step importanti da fare quando si introduce un gatto in un ambiente in cui c’è già un cane e viceversa. Andiamoli a scoprire insieme:

  1. Valutazione generale. Prima di tutto bisogna valutare la compatibilità degli animali, la loro età, il sesso, come reagiscono ai cambiamenti e così via. Sono tutte informazioni che solitamente conosciamo molto bene dell’animale che già abita in casa con noi, ma non dell’animale che andremo ad introdurre. Per questo sarebbe meglio, prima di introdurre un nuovo animale (soprattutto se si temono reazioni avverse), farli incontrare in una condizione di sicurezza in un ambiente neutro (in un ambiente che non venga considerato dall’animale come il proprio territorio).
  2. Sicurezza. Un altro punto importante è quello di creare condizioni di sicurezza per l’animale più debole o (ancora meglio) per entrambi. La valutazione dell’animale più debole la si farà in base alla taglia e all’età degli animali. Ad esempio noi abbiamo tutti cani di taglia grande, di conseguenza abbiamo posto il micione in condizione di sicurezza. Che cosa si intende? Intendiamo l’utilizzo di un trasportino o di un kennel o di entrambi. Sarebbe infatti consigliato che per i primissimi incontri i due animali possano conoscersi, annusarsi, senza interagire fisicamente. Questo perché un gatto è solitamente spaventato dal comportamento di un cane, più esuberante rispetto a quello felino, e un cane è sovraeccitato dal gatto. Quindi un gatto potrebbe volersi difendere e un cane potrebbe accidentalmente ferire il gatto. Quindi è bene insegnare ad entrambi come porsi l’un l’altro con rispetto, un po’ come si farebbe tra due fratelli.
  3. Le presentazioni. Per noi esseri umani le prime impressioni sono importantissime e lo sono spesso anche per i nostri amici animali. I cani in particolare, a differenza dei gatti, tengono molto a compiacerci costantemente quindi il nostro comportamento sarà di estrema importanza. Cosa intendiamo? Intendiamo dire che saremo noi a decidere come andranno le presentazioni: quando introdurre e quando far uscire di scena il gatto, quando fermare un comportamento troppo irruento, quando premiare, ecc. Insomma, anche noi faremo la nostra parte nel costruire il loro rapporto.
  4. La calma. Collegandoci al punto precedente, sarà di fondamentale importanza tenere il cane il più possibile in una condizione di calma (cosa che sarà molto difficile da ottenere soprattutto dai primi incontri). Bisognerà quindi avere “occhio” e premiare il cane quando si comporta bene e fermarlo quando si comporta male, come fare? Coccolandolo in zone specifiche (collo/petto) quando si comporta bene, utilizzare poche parole ma efficaci (“bravo”/”no”), e fermandolo quando invece inizia ad essere troppo irruento, allontanandolo dal trasportino e mettendolo in una posizione di sicurezza (ad esempio dietro di noi).
  5. Tempistiche. Le tempistiche sono importanti, soprattutto perché questi incontri produrranno stress in entrambi gli animali, che dovranno scaricare prima del prossimo incontro. Motivo per cui consigliamo di fare inizialmente incontri brevi ma frequenti, per poi allungare i tempi di convivenza. Saranno poi gli animali stessi, con il loro comportamento, a mostrarvi che stanno accettando il nuovo arrivato
  6. Fuori dalle sbarre. Quando vedete che i due animali si stanno comportando in modo calmo fra loro già da un po’, si possono rimuovere le precauzioni (trasportini e kennel). Magari liberando prima il più “agitato” dei due per poterlo correggere se sbaglia. Per quanto riguarda il gatto è importante, nel momento in cui deciderete di liberarlo, di lasciare sempre delle vie di fuga (quindi ad esempio le porte aperte) per dargli la possibilità di scappare nel caso si senta minacciato. Per il cane invece è importante stroncare sul nascere eventuali comportamenti predatori, come correre dietro al gatto che scappa. A meno che infatti non stiano giocando (cosa che non accadrà nei primi incontri), correre dietro al gatto farà salire l’adrenalina al cane, che vedrà il gatto come una vera e propria preda (proprio ciò che vogliamo evitare).
In foto Edgar (il gattino) e Garu (il Rottweiler)

Ci teniamo a sottolineare che, soprattutto in caso di inesperienza, è di fondamentale aiuto il supporto di un professionista che si interfacci, insieme a voi, con gli animali. Ricordate che introdurre un altro animale deve essere sempre una scelta consapevole, soprattutto se in casa è già presente un gatto, non lo vedranno di buon occhio. In quanto una minaccia alla propria libertà, al proprio territorio ed alla propria indipendenza (tutte cose a cui tengono moltissimo). Col tempo si può arrivare quasi sempre in un rapporto di tolleranza reciproca (salvo gravi problemi comportamentali), ma ricordate sempre che non è un favore che fate all’animale che è già presente, ma un sconvolgimento della propria routine (di fondamentale importanza per i nostri pelosi, che sono molto abitudinari).

Noi nello specifico, abbiamo attuato tre percorsi differenti per i nostri tre cani, una dei quali essendo stata adottata da adulta (Luli), aveva un passato da killer di gatti (quindi non è stato un percorso semplice). Con lei ovviamente c’è voluto del tempo e tanta pazienza, ma i risultati sono stati eccellenti, tanto che lei ora non solo convive col micione, ma si lascia torturare da lui ben volentieri. Invece con i nostri due Rottweiler, abbiamo attuato due percorsi differenti: con Aaron abbiamo avuto supporto sia dal trasportino sia dal kennel, ma sin dall’inizio si sono rapportati in modo calmo e pacifico, facendo quindi un brevissimo percorso; per Garu invece il percorso è stato un po’ più lungo, ma ha ottenuto anche con lui ottimi risultati, tanto che il gatto considerava il cane il proprio “rifugio sicuro” (quando si spaventava molto, accettava solo Garu accanto a lui). Garu e Edgar potete vederli nella foto dell’articolo.
Troverete, a supporto di questo articolo, dei video dedicati nelle stories di Instagram e su Facebook.
Sapevate già queste informazioni? Avete mai fatto uno di questi percorsi per far abituare un animale all’altro? Che cosa ha funzionato e cosa no? Fatecelo sapere nei commenti o sui social!

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